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IMPRESA
SFREGOLA MATERIE PLASTICHE: SACCHETTI E FILAMENTI “INTELLIGENTI”
25 Gennaio 2022
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Un racconto che parte dalla falegnameria del Cav. Cosimo Damiano Sfregola sino all’attuale terza generazione. L’innovazione nel campo delle materie plastiche e della stampa 3D è di casa Sfregola. Ne parliamo con Marco Sfregola,…


Come nasce la vostra azienda?

Sfregola Materia Plastiche nasce nel 1963 su intuizione del Cav. Cosimo Damiano Sfregola. Lui era un falegname ma, a un certo punto, convertì le sue attività imprenditoriali nella produzione di materie plastiche. Tutto partì dalla produzione di tapparelle, passando per la realizzazione di tubi per l’irrigazione sino a giungere a quella di sacchetti per la raccolta differenziata. Una storia che si è sviluppata per oltre 50 anni sino ad arrivare alla terza generazione con a capo la famiglia Sfregola. La cosa che più ci inorgoglisce è che oggi possiamo contare su oltre 100 collaboratori che lavorano, direttamente o indirettamente, con noi.

Come si fa a passare dalle tapparelle ai tubi per l’irrigazione sino a giungere ai sacchetti per la spazzatura?

La storia della famiglia Sfregola è la storia di persone tenaci e caparbie con una visione lungimirante. Nell’immediato dopo guerra, la forte propensione al lavoro ha portato all’idea di doversi inventare qualcosa, pensando al domani. Quest’azienda non è stata mai concepita come una semplice proprietà, ma come una vera e propria famiglia allargata. Oggi conserva questa peculiarità, nonostante l’imponente innovazione tecnologica apportata. La familiarità e la condivisione delle scelte di natura aziendale ci portano a guardare, con fiducia, al futuro.

Come siete arrivati a diventare così grandi e a raggiungere “quota 100”?

L’aspetto più curioso è che molti dei primi dipendenti assunti da quest’azienda sono ancora qui a lavoro. È strano parlarne oggi sapendo che tutto questo è partito da una piccola bottega di famiglia, con un operaio e un suoi dei suoi figli che gli dava una mano. L’azienda è cresciuta sempre più, ma non ha mai perso il suo approccio bottegaio al lavoro. Siamo, quindi, cresciuti insieme.

Alcune date importanti?

Oltre alla fondazione nel 1963, ci metterei, sicuramente, il 1991: dopo l’improvvisa scomparsa del compianto Luigi Sfregola, a prendere il timone dell’azienda è la terza generazione con l’avvento di Demi e di Gianluca Sfregola. Loro due, seppur conservando l’impostazione aziendale iniziale, hanno saputo approcciarsi alle nuove tecnologie, spostando la produzione in settori diversi, con in primis quello delle materie plastiche.

La svolta?

La svolta avviene nel 1999 con la fondazione, nell’ambito del nostro gruppo, di Rigenera. Questa società si occupa di rigenerazione di scarti industriali plastici che vengono utilizzati nelle lavorazioni di S.M.P.. Questo processo ha consentito, quindi, il recupero di scarti e il loro inserimento nelle catene produttive. Un circolo virtuoso che ha abbattuto i costi, aumentando la nostra competitività. Un importante cambio di passo che ha permesso a tutto il gruppo di crescere e di affacciarsi a nuovi e più grandi mercati.

Ma non finisce qui, giusto?

Sì perché abbiamo continuato a innovarci: nel 2011 abbiamo brevettato il sacco per la tracciabilità della raccolta differenziata che ci ha proiettati nel mondo dei Comuni e delle società municipalizzate che si occupano di rifiuti. L’altra tappa importante è stata la fondazione, nel 2014, di EUMAKERS. Si tratta di una società che si occupa di produzione di filamenti biodegradabili per la stampa 3D.

Perché non ci parli più approfonditamente di EUMAKERS?

EUMAKERS nasce sempre dall’idea di recuperare gli scarti per favorire il ciclo produttivo. Produciamo filamenti biodegradabili, compostabili e atossici per la stampa 3D. Siamo sul mercato da oltre 8 anni e disponiamo della più vasta gamma di colori al mondo: circa 120 tonalità differenti.

Cosa fate, in buona sostanza?

L’attenzione all’ambiente si manifesta nel design del rocchetto che è scomponibile e, una volta terminato il filamento, può essere riutilizzato per nuovi usi. Abbiamo distribuito una collezione di modelli in tutto il mondo, disponibile sul nostro sito internet ufficiale. Chiunque abbia un filamento, quindi, può riutilizzare il componente plastico che gli rimane per realizzare sino a 11 nuovi oggetti personalizzabili.

Un esempio?

Oltre 90 oggetti di design funzionali e personalizzabili provenienti dal recupero, come un calendario perpetuo o una biscottiera.

Tutta cervello e innovazione quest’azienda. Perché, in tutto questo, sono stati importanti Demy e Gianluca?

Demi e Gianluca, ancora giovanissimi, hanno fatto ingresso in azienda in un momento difficile segnato dalla scomparsa del loro papà, Luigi, all’epoca una “guida” per tutti. Credo per qualsiasi altra persona non sarebbe stato facile. Loro hanno la fortuna di essere due fratelli molto uniti, con una grande stima reciproca. Hanno sempre camminato a braccetto, dimostrando di avere la capacità di saper cogliere le sfide e investire, partendo dal miglioramento delle condizioni di lavoro dei propri dipendenti. Demy e Gianluca, insomma, hanno saputo rischiare.

Parliamo dei vostri sacchi per la raccolta differenziata.

Si tratta un prodotto molto semplice. La novità è stata la personalizzazione del sacchetto con particolare attenzione al rispetto per l’ambiente: utilizziamo, difatti, sacchetti riciclati al 100%!

Ci parli dei vostri sacchetti intelligenti?

La nostra soluzione più innovativa è quella del sistema di tracciabilità dei rifiuti. Abbiamo elaborato tre tipologie di sacchetti “intelligenti” per una raccolta differenziata smart. Si tratta di sistemi differenti, brevettati tecnologicamente e che consentono di poter controllare il conferimento dei rifiuti per una puntuale tariffazione, fatta di premialità e di penalità.

Cosa c’è OLTRE?

OLTRE c’è la ricerca: come trasformare la plastica comune in biodegradabile.

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