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EVENTI&CULTURA
CINZELLA FESTIVAL, QUANDO LA CULTURA INCONTRA L’AMORE PER IL TERRITORIO
04 Gennaio 2021
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E’ passato oramai qualche mese da quando l’edizione 2020 del “Cinzella Festival” a Grottaglie si è conclusa. Ne parliamo con il suo direttore artistico.


Un’edizione “particolare”, come particolare è il periodo che stiamo vivendo, un evento fortemente voluto che, nonostante tutto, anche quest’anno ha regalato emozioni e tanti live, diventando per il quarto anno consecutivo esempio di “bella Puglia”. Abbiamo parlato a 360° del “progetto Cinzella” con Giovanni Raimondi, presidente di AFO6, associazione ideatrice e organizzatrice del festival, sin dal giorno 0. E lo abbiamo fatto nella loro nuova “casa” a Taranto, lo “Spazioporto”. 

Partiamo dall’evoluzione del Cinzella lungo le oramai quattro edizioni…

La prima edizione del Cinzella è datata 2017. Si è partiti in maniera avventurosa: l’associazione AFO6 che gestisce e organizza l’evento aveva due/tre mesi di vita. Siamo figli del Primo Maggio Taranto, tutti ci eravamo “fatti le ossa” lì, e avevamo da parecchio tempo in cantiere di creare un festival del genere e di farlo internazionale. Chiaramente però bisognava fare dei passi adeguati e crescere in maniere ordinata, altrimenti rischiavi di farti subito male.

E se ti dovessi chiedere della prima edizione?

La prima edizione l’abbiamo organizzata in pochissimo tempo. Per la location abbiamo scelto un luogo simbolico, perché una delle caratteristiche della nostra associazione è quello di mantenere “il timone a dritta” per tutto ciò che riguarda quelle che sono le tematiche sociali. Non a caso la nostra mission istituzionale è “la valorizzazione del territorio attraverso la promozione di eventi culturali”. Tornando a quell’edizione, l’abbiamo organizzata appunto a Masseria Carmine, a ridosso delle ciminiere del siderurgico, che diventa simbolo di rinnovamento quando, prima ha abbattuto tutti gli animali contaminati dalla diossina e poi ha attuato una riconversione completa. Decidemmo di montare il palco dando le spalle all’Ilva: un dare le spalle simbolico al nostro passato. I fan degli artisti che si sono quell’anno alternati sullo stage (Levante, The Zen Circus, Frankie Hi-Nrg ndr) provenienti da un po’ tutta Italia subito recepirono il concetto e lo sottolinearono con commenti entusiasti.

E poi?

E poi il festival ha avuto un gran successo sin dalla prima edizione e avevamo bisogno di ulteriore spazio per pensare sempre più in grande. Dovevamo spostarci e fortunatamente è nata subito questa sinergia con il comune di Grottaglie che ci ha messo a disposizione questo luogo meraviglioso, che tuttora ci ospita, e ci ha reso un vero e proprio “boutique festival”: le Cave di Fantiano. Con l’edizione 2019, che nell’ultima serata ha ospitato come headliner i Franz Ferdinand, siamo arrivati a un sold out di 4000 persone.

Confermo, io c’ero ed è stato incredibile…

Il cast 2019 è stato, senza false modestie, fuori dal comune: Battles, Digitalism, White Lies, Marlene Kuntz, Afterhours, oltre ai già citati Franz Ferdinand. Siamo finiti sulle riviste di settore di tutto il mondo, abbiamo stretto una media-partnership con Sky Arte, insomma il festival è cresciuto tantissimo. Il processo di internazionalizzazione del festival è però iniziato dal 2018 con Peter Murphy che festeggiava il quarantennale dei Bauhaus e, in anteprima, con i Nothing But Thieves, che hanno fatto un concerto strepitoso.

Confermo anche questo, si è saltato molto…quando ancora la situazione Covid era immaginabile solo in qualche Blockbuster americano.

E per il 2020 avevamo in programma la “bomba” già annunciata Mark Lanegan. Purtroppo la sfortunata storia recente (dicasi coronavirus ndr) ci ha costretti a ridimensionarci. Siamo però stati uno dei pochi festival della rete festival “Apulia Film Commission”, di cui facciamo parte, a dire sin da subito di volerlo svolgere a tutti i costi e, ovviamente, in presenza.

Quindi non avete mai pensato di annullarlo?

Assolutamente no, e abbiamo scartato immediatamente anche le ipotesi dello streaming. Anche con un nucleo ridotto di pubblico, significava dare un segnale importante per un settore come quello dello spettacolo che è stato falcidiato come pochi. In quattro giorni di festival abbiamo dato lavoro a circa 100/120 operatori del mondo dello spettacolo, provenienti da tutta Italia, a parte noi associazione e i fantastici ragazzi volontari.

Questa situazione post lockdown come la vedi lato “mondo live”?

Una cosa che ho avuto modo di verificare in questi mesi, occupandomi anche personalmente di sicurezza sul lavoro e avendo partecipato a diversi tavoli tecnici, è che non c’è molta unione nel mondo dello spettacolo in generale. Riuscire a creare una coesione vera tra tutti gli operatori è l’unica chiave. E poi, lasciamelo dire, anche in questo periodo così travagliato continuiamo ad avere degli orpelli insostenibili, ad esempio continuiamo a pagare la SIAE al 100%. Ci vorrebbe un’azione forte da parte di tutte le entità chiamate in causa.

Invece lato Istituzioni, mi anticipavi che sin da subito l’appoggio è stato totale.

Si, il comune di Grottaglie ci ha accolto alla grande, e siamo riusciti a valorizzare la zona anche grazie all’aiuto degli artisti coinvolti. Alex Kapranos (frontman Franz Ferdinand ndr) si è fatto una foto in città che ha fatto il giro del mondo, gli stessi Afterhours che passeggiano o si fanno il giro in catamarano dal punto di vista del marketing territoriale è stato oro.

Un grazie lo avete avuto anche dalle strutture ricettive quindi…

Certo, anche dalle strutture ricettive. Le prenotazioni in periodo festival (ferragosto ndr) iniziano ad arrivare mesi e mesi prima, anche in virtù di promozioni speciali che proponiamo.

Elefante nella stanza: come avete gestito questa emergenza Covid-19 nell’ultima edizione?

Avevamo preparato un protocollo Covid molto importante, che già presagiva problematiche varie. L’ordinanza regionale datata 14 agosto, quindi in pieno festival, che obbligava all’utilizzo della mascherina per tutti per esempio, per noi non è stata uno scoglio insormontabile in quanto avevamo già deciso di regalare una mascherina brandizzata al pubblico. Come si dice dalle nostre parti “togli la paglia d’avanti al ciuccio”.

E noi pubblico come ci siamo comportati?

Vi siete comportati quasi sempre bene. Le prime tre serate (Mama Marjas, Andrea Laszlo De Simone, Bud Spencer Blues Explotion ndr) benissimo, distanziamento sociale ineccepibile. Nell’ultima serata, il sold out, seppur a capienza ridotta (1500 persone ndr), di Diodato c’è stata qualche tensione in più, ma in generale siete stati un pubblico paziente e rispettoso. Posso tranquillamente dire a nome dell’organizzazione tutta che, soprattutto quest’anno, abbiamo avuto una grossa mano dal nostro pubblico per la buona riuscita dell’edizione.

Cosa ci possiamo aspettare per il 2021? State già preparandoci sorprese nonostante il clima d’incertezza?

Noi stiamo lavorando al 2021 come se fosse un anno qualsiasi, siamo ottimisti. Stiamo pensando a un cast importante e la nostra intenzione è quella di dare comunicazione del primo headliner in tempi relativamente brevi (hanno ufficialmente annunciato gli IDLES nella prossima edizione ndr).

Attualmente ci troviamo a Taranto, nella vostra nuova “bat-caverna”, lo “Spazioporto”, luogo di contaminazione e cultura, una casa delle arti a tutti gli effetti. Parlacene un po’…

Noi lo abbiamo chiamato Spazioporto innanzitutto perché siamo in prossimità del porto, simbolo di partenze, ma anche accoglienza e confronto. Sarà un melting pot di arti, 500 mq dotati di spazi dedicati all’attività cinematografica e audiovisiva, ma anche a iniziative culturali e musica live, oltre che essere il cuore logistico dell’Apulia Film Commission.

Praticamente un hub-lab…

Noi lo chiamiamo spazio di coworking culturale, a disposizione delle idee di tutti. Oltre al cartellone di mostre, presentazioni e eventi live qui terremo anche un sacco di corsi tecnici per entrare in questo mondo, patrocinati e gratuiti anche per chi non avesse la disponibilità economica per sostenere corsi del genere.

Un luogo per sottolineare ancora una volta come la cultura è lavoro…

La cultura non soltanto è lavoro, ma ci consente di capire e crescere. Chi la sottovaluta, ovviamente non capisce il volano economico che la cultura produce.

Tornando al festival...è a Grottaglie, ma trasuda “tarantinità” per temi e impegno sociale. E’ in programma un qualche tipo di spin-off per valorizzare Taranto?

Sicuramente! Noi come associazione siamo di Taranto, per questo stiamo già lavorando per l’edizione 2021 affinché ci sia qualcosa in città. Già nel 2019 abbiamo provato a decentrare la parte cinematografica dell’evento proponendola al Castello Aragonese. Quest’anno, per ovvie ragioni, non è stato possibile, ma per la prossima edizione stiamo cercando una location suggestiva, sempre nell’ottica di valorizzare un altro scorcio della nostra bella città, in cui proporre sia il “Cinzella cinema” sia qualcosa del “Cinzella suoni”. Grottaglie rimarrà però il centro del festival, perché la formula dei tre/ quattro giorni alle Cave di Fantiano è azzeccatissima e lo dicono i numeri. Ti posso dire che però abbiamo avuto tante richieste da altri comuni per organizzare qualcosa da loro e ci stiamo pensando.

Se ti dovessi chiedere di dare un consiglio ad un “giovane uomo” che abbia voglia di valorizzare il proprio paese organizzando un evento come il vostro?

Gli direi di farlo, perché eventi così non sono mai abbastanza! È però necessario rimboccarsi le maniche, sbatterci la testa e creare una rete di professionalità che lo aiutino. E quando parlo di rete intendo circoli, associazioni, oltre che partnership istituzionali e non. Noi ci mettiamo in prima fila per dare una mano, anche gratuitamente.

Insomma, con la cultura puoi creare delle alternative…

Esatto e Taranto ne è un esempio lampante. È una città che è cresciuta tanto come attrattiva turistica anche grazie alla cultura e agli eventi. Ed è stato importantissimo per arrivare a ciò creare un’alternativa comunicativa, parlare del bello e fare cose belle in un territorio che ne ha passate tante e che continua a passarne. Poi oggi vai sulla litoranea e trovi Manuel Agnelli a farsi il bagno, piuttosto che altri artisti che decidono di fare le vacanze qui. Questo perché, magari un po’ anche grazie a noi, hanno capito e amato il nostro territorio, e l’effetto volano dal punto di vista mediatico è lampante.

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