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IMPRESA
ALESSANDRO DI TERLIZZI, OPERAIO E RAGIONIERE PRIMA…DEL GRANDE SUCCESSO
04 Gennaio 2021
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La storia del giovanissimo amministratore della Leone Metalli Srl


Appuntamento in azienda nei pressi della strada provinciale Andria-Trani. È una giornata piovosa. Arrivati in sede ad accoglierci è un ragazzo giovanissimo: è Alessandro, Alessandro Di Terlizzi, amministratore della Leone Metalli Srl. Sarà lui il nostro intervistato, sarà lui a raccontarci la sua storia, andando Oltre…

Come nasce la Leone Srl, meglio conosciuta come Leone Metalli?

Papà ha cominciato quest’attività 20 anni fa.

La sua idea era quella di realizzare a Trani un centro di stoccaggio di rifiuti non pericolosi. Aperta l’azienda col tempo ci siamo dotati degli opportuni macchinari per lavorare il rifiuto che successivamente abbiamo iniziato a commercializzare.

Per quel che mi riguarda, all’incirca 10 anni fa, a 19 anni, finita la scuola ho cominciato a fare la cosiddetta gavetta perché, come dico sempre: bisogna imparare le regole del gioco prima di giocare la partita!

Com’era Alessandro Di Terlizzi, versione operaio…

Ho deciso di cominciare dal basso. È una mia peculiarità quella di prendere la vita con agonismo. Mi impegnavo e cercavo di dare il massimo nel piazzale. Pian pianino mi sono inserito in ufficio e col tempo ho iniziato a comprendere quelle che potevano essere le grosse potenzialità dell’azienda che all’epoca fatturava 500mila euro circa. Intravedevo, insomma, la prospettiva di poter conquistare il mercato dei materiali ferrosi in Puglia.

Come si è giunti al passaggio padre-figlio?

Ho preso gradualmente le redini dell’azienda da papà. Ho deciso di fare il salto di qualità dopo una grande vendita qui in zona. Ho pensato quindi di propormi al Nord alle più grandi fonderie. Queste aziende oggi trasformano l’alluminio che noi acquistiamo. La stragrande maggioranza di questo allumino viene riutilizzato, ad esempio, per realizzare termosifoni.

C’è un giorno in particolare che ha segnato la svolta?

Un bel giorno mi svegliai alle 4 e mezza per prendere l’aereo (direzione Milano), accompagnato dalla mia fidanzata. Arrivato in aeroporto, presa un’auto a noleggio, mi sono diretto presso diverse aziende del Nord-Italia, riscuotendo però poca fortuna. Ricordo che ogni appuntamento durava circa un minuto.

Tutto questo ti ha scoraggiato?

Assolutamente no, perché ho continuato a crederci. Ho continuato a girare e a girare, sino a quando ho incontrato sulla mia strada due persone una di Bergamo e l’altra di Roma che, pur essendo giovanissimo, mi hanno preso a cuore, dandomi una grossa mano in termini di consigli e suggerimenti. Consigli che hanno fatto tanto per la mia crescita professionale ed aziendale. Di qui ho iniziato ad aumentare i miei ordini. Ricordo un pranzo in particolare con il signor Alfredo: è stato il pranzo che più ha segnato la mia vita nel mondo del lavoro.

Sino a questo momento hai menzionato due figure in particolare: tuo padre ma anche la tua fidanzata…

Mi dava tanta forza ricevere il sostegno della mia fidanzata, oggi mia moglie, Simona. Sicuramente è stata una parte integrante della mia crescita e del mio successo: è stata sempre al mio fianco!

E ora diamo i numeri….

Nel 2019 abbiamo superato i 17 milioni di euro di fatturato, risultando una delle realtà del settore più imponenti in Puglia ed in tutto il Sud-Italia. Abbiamo oggi un nuovo stabilimento e siamo in procinto di ampliarlo, nel 2021, di altri 6000 metri quadri. A questo si aggiunge l’investimento di nuovi macchinari per continuare a crescere ed incrementare la nostra mole di lavoro, il nostro mercato.

 

Entriamo nel merito delle vostre attività: di che cosa vi occupate nello specifico?

Noi ci occupiamo della raccolta, dello stoccaggio e della trasformazione del rifiuto non pericoloso e vale a dire di rottami metallici non ferrosi (rame, ottone, alluminio etc.). Il nostro obiettivo, con l’ampliamento dell’azienda, è quello di occuparci anche dei materiali ferrosi a completamento della nostra attività con la previsione di nuovi posti di lavoro.

Da noi arrivano vecchi termosifoni, finestre, parti d’automobili (testate e cambi). Spesso anche materiali di treni, elicotteri, aerei. Pensate quanto sia curioso che tutti questi materiali possano essere rigenerati e riutilizzati. Questa è la forza dell’economia circolare, per cui lo stesso materiale viene più volte riciclato per poi essere riutilizzato.

Com’era Alessandro a scuola?

Alle superiori sono uscito con 69/100, diplomandomi ragioniere. Sapevo di dover venire a lavorare da papà e non davo molta importanza alla scuola. Lo ammetto, ero un pò svogliato: non ho mai dato il meglio di me a scuola (risata).

Ti saresti mai aspettato di realizzare quanto hai realizzato?

No, non me l’aspettavo nella maniera più assoluta. I primi tempi avendo grandi aspirazioni, ricordo di notti insonni per capire cosa dovevo fare per realizzarmi, come potevo inventarmi qualcosa di diverso. Purtroppo, non ci riuscivo. Oggi posso dire di avercela fatta. Non è stato facile!

Tre aggettivi che ti descrivono al meglio?

Determinato, determinato, determinato!

Cosa ne pensi del periodo legato all’emergenza COVID-19?

Il nostro settore è rimasto aperto perché il codice ATECO lo permetteva dando una grossa mano a tutte quelle aziende che erano aperte per aiutarle a smaltire i loro rifiuti. Il nostro lavoro adesso è ripartito regolarmente. La speranza è che non si torni indietro.

Gli aiuti del Governo?

Se guardiamo ad altre Nazioni sicuramente in Italia è stato fatto tanto. In termini di aiuti alle aziende si è data una grossa mano alle stesse in fatto di liquidità. Hanno cercato di fare quel che potevano. Gli aiuti sono serviti per ritornare alla normalità.

Cambiamo argomento: le passioni di Alessandro…

Il calcio, come tutti. Mi piace molto giocare a calcetto ma anche a tennis oltre che andare a correre.

Tifoso di quale squadra?

Amo il calcio in generale: simpatizzante Juve!

Figli?

Ecco questa la possiamo definire una mia passione. Mi piace, ad esempio, stare a casa e dedicare del tempo a mia moglie e a mio figlio.

Come si chiama?

Si chiama Federico e cercherò di farlo appassionare a questa azienda. Un lavoro difficile ma che ti può dare tante soddisfazioni. Spero che possa proseguire le mie attività, poi naturalmente sarà lui a decidere.

La tua giornata tipo?

Sveglia alle 6.15! Arrivo in azienda alle 7: un caffè veloce e poi subito a lavoro. Parto con il magazzino per poi dedicarmi ai fornitori e alle pubbliche relazioni.

Il rapporto con i dipendenti?

Per me i dipendenti sono una famiglia. Sono stato uno di loro e comprendo bene tutte le loro problematiche e vicissitudini quotidiane. Di recente ho assunto due nuovi dipendenti. Ho detto loro: per me da oggi entrate a far parte della nostra famiglia…

Facciamo un passo indietro, perché Leone?

La ditta prende il nome di mia madre. Inizialmente la nostra ditta individuale si chiamava Leone Maria. Successivamente siamo passati alla Leone Srl, nome che si rifà alla forza del leone che è oramai il nostro brand.

Chi ti senti di ringraziare oggi, a distanza di anni?

Ringrazio mio padre, Raffaele, che ha creduto in me sin dal primo giorno e sicuramente anche i due mentori che ho menzionato prima, Alfredo di Roma e Davide di Bergamo.

Cosa c’è OLTRE?

C’è ancora la fame, la voglia di crescere anche in virtù della mia giovane età. Come è riportato sulle pareti del mio ufficio: “Stay hungry. Stay follish. Siate affamati. Siate folli”. Come anticipato precedentemente sto operando un investimento di 1,5 milioni di euro, espansione del magazzino, nuovi macchinari, nuove assunzioni per conquistare anche il mercato dei ferrosi.

Continuiamo a vedere OLTRE.

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