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IMPRESA
ANTONIO MAGRì, DA ASPIRANTE AVVOCATO A RE DELL’ARREDAMENTO IN PUGLIA
11 Gennaio 2021
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Dopo la Puglia nuovi punti vendita in Toscana e Lombardia. Presidente della Virtus Francavilla: “Il calcio è la mia passione!”.


Come nasce il brand Nuova Arredo? Una lunga storia d’amore nel campo dell’arredamento…

È un brand nato nel 1997, oggi siamo al suo 23° anno di attività. Io ero un ragazzo che studiava all’Università e che purtroppo per dedicarsi a questo lavoro non ha completato gli studi. Quest’avventura è nata da un’impresa di famiglia che ho portato avanti assieme a mia sorella. Siamo partiti con un solo negozio e poi pian pianino siamo cresciuti, ci siamo affermati con una catena di punti vendita che oggi rappresentano un punto di riferimento per il nostro Territorio.

Quindi perché Nuova Arredo?

L’azienda familiare si chiamava Arredolamp Sud. Quella società fu sciolta per problemi tra i soci (tra cui c’era anche nostro padre) e quindi nacque la Nuova Arredo. Un’azienda tutta nuova: ecco spiegato il motivo di questo nome.

Ricordiamo bene, un vecchio jingle pubblicitario che riecheggia ancora nelle nostre orecchie?

La nostra forza è sempre stata la comunicazione. Abbiamo fatto sempre grosse e aggressive campagne pubblicitarie accompagnandole con jingle e video. Abbiamo avuto sempre testimonial importanti: da Uccio De Santis a Denny Mendez sino a giungere oggi ad Anna Falchi.

Campagne che ci hanno permesso di essere conosciuti da tutti. A distanza di anni possiamo dire di aver avuto ragione perché tanta gente torna da noi per acquistare o rinnovare il proprio arredamento.

Ce ne canticchia qualcuno di jingle…

Nuova Arredo, Nuova Arredo…tutto è possibile! Questo è stato il primo…con testimonial Uccio De Santis.

Adesso abbiamo “Da noi ti senti a casa” che è lo slogan attuale di Nuova Arredo.

Le sarà capitato di entrare in quale abitazione dove ha trovato arredamenti realizzati dalla sua azienda. Cosa ha provato?

Soddisfazione! Noi arrediamo i sogni della gente. Entrare in casa non è facile: è un luogo dell’intimità, familiare. I nostri clienti si fidano di noi! Il mobile è un acquisto difficile da fare per due ragioni: primo perché è un bene durevole; secondo perché non c’è un mercato dell’usato. Se si sbaglia la scelta è difficile andare a recuperare la spesa. Crediamo in questi anni di aver lavorato abbastanza bene.

Abbiamo fornito mobili ma anche progettato, ad esempio, cucine, camere da letto etc.. Quando vedi qualcosa che hai realizzato bene, questo ti dà la forza e l’entusiasmo di continuare a credere in quello che stai facendo!

Qualche cliente vip?

Sì, tantissimi. Adesso abbiamo una sede anche a Milano, a Corsico e anche lì ce ne sono capitati tanti di clienti vip (dei quali preferisco non fare il nome per privacy) ma anche tantissimi pugliesi.

E adesso diamo i numeri…di Nuova Arredo!

Attualmente abbiamo 18 punti vendita localizzati per la maggiore in Puglia e Basilicata ma anche uno in Toscana ed un punto vendita in Lombardia, a Corsico (l’ultimo nato). La nostra azienda ha cuore logistico e amministrativo in Puglia a Francavilla Fontana. Abbiamo scelto poi la politica dei punti vendita sparsi sul Territorio perché non vi è più quella vecchia cultura per cui bisognava viaggiare per individuare il mobile giusto. È importante avere dei punti vendita sotto casa, grandi di superficie, con un assortimento imponente e con un prodotto che sia in pronta consegna. Noi consegniamo entro 15 giorni dall’acquisto. Abbiamo oltre 300 tra dipendenti e collaboratori. Siamo entrati in casa di 60mila persone. Numeri questi importanti che ci caricano di responsabilità e che fanno da traino al Territorio con tante famiglie che legano il loro nome alla nostra azienda.

Quanto è stato difficile metter su tutto quello che vediamo?

È stato molto difficile. Ventitré anni fa c’era tanta voglia di lavorare dopo un progetto familiare che era andato male. Abbiamo ricominciato da zero, un percorso fatto di tanto entusiasmo e impegno. Non avremmo mai pensato di aprire così tanti punti vendita. Lavorare su larga scala ci permette di abbattere i costi, risparmiando sugli acquisti e offrendo ai nostri clienti prezzi competitivi, con un personale altamente qualificato (montaggio e assistenza post-vendita)

Com’era Antonio Magrì da giovane?

Era uno di quei ragazzi spensierati che veniva dall’Università, che ha accettato la sfida, decidendo di abbandonare gli studi.

Se penso a tutto quello che è stato non mi sarei mai aspettato di arrivare sin qui.

Cosa studiava?

Giurisprudenza…sono un mancato avvocato.

Qualche aneddoto?

Una storia fatta di persone: questo mi piace raccontare. Con noi abbiamo circa il 98% del personale che è interno a tempo indeterminato ed oltre il 70% che continua a collaborare con noi. Parliamo di ragazzi che ora hanno famiglia e che sono cresciuti insieme a noi. Abbiamo fatto viaggi aziendali, corsi di formazione insieme. Questa è la cosa che più mi piace di questo lavoro.

Quanto è stata importante sua moglie, i suoi figli e quanto li trascura per via del lavoro?

Sicuramente tantissimo. È importante avere una famiglia che ti sostenga. Peraltro ho conosciuto mia moglie proprio nei primi anni di questa avventura. Mi ha accompagnato in ogni momento: sono stato abbastanza fortunato.

Appassionato di calcio…e presidente della squadra della propria città: la Virtus Francavilla…OLTRE alla Virtus per che squadra tifa?

Sono simpatizzante della Juve ma seguo molto il calcio minore perché mi piace maggiormente rispetto alla serie A.

Ecco, come nasce questa passione?

Sono sempre stato appassionato di sport in generale. La mia azienda ha sempre sponsorizzato realtà sportive: pallavolo, basket e calcio. Noi sponsorizzavamo il Francavilla, poi c’è stata questa nostra volontà di rilevare la gestione della società. Siamo partiti da uno dei gradini più bassi del calcio, la Prima Categoria, sino ad arrivare in Lega Pro in sei anni.

Questo è il 10° anno da presidente. Un’altra azienda di famiglia, un’altra passione che porto avanti con equilibrio e con soddisfazione.

Meglio fare l’imprenditore o il presidente di una squadra di calcio?

Meglio fare l’imprenditore perché il calcio è un’impresa atipica legata ai risultati sportivi. Tutto quello che si fa a livello d’investimenti non è detto che possa portare a dei risultati. In azienda la lungimiranza, la programmazione, se si lavora bene, le soddisfazioni arrivano. Fortunatamente anche nello sport qualche risultato l’abbiamo ottenuto.

Com’è Magrì quando perde?

Sono un po' intrattabile quando perdo. Quando non arrivo ad un risultato positivo preferisco andare via anche senza salutare nessuno. Vado a casa con mia moglie che mi conosce e mi sopporta oramai da tanti anni. Resto lì in ufficio a sbollire e a smaltire la sconfitta.

Lo è quando arriva anche qualche piccola sconfitta aziendale?

In azienda un pò meno. Qui sono più ragionevole.

Altre passioni?

Mi piace viaggiare, mi piace la buona cucina, mi piace star bene e far stare bene la mia famiglia ma la passione più grande è il calcio.

Sull’emergenza Covid cosa ci diciamo considerate le sue battaglie finalizzate alla riapertura del vostro mondo…

Io credo che ci debba essere sempre grande prudenza, grande attenzione. A volte sentire i medici non sempre molto concordi tra di loro ti va a disorientare. Prendere delle posizioni nette è altamente difficile. Quello che mi fa arrabbiare sono le incongruenze tipo quelle che hanno riguardato il nostro settore. Lavoriamo in grosse superfici e per appuntamento ormai da anni e quindi mi è sembrato eccessivo chiuderci al pubblico. Quando parlo di incongruenze mi riferisco ad esempio al calcio (per cui c’è già un pregiudizio) dove sono state imposte le porte chiuse o un numero massimo di 1000 spettatori quando poi abbiamo assistito a comizi per le elezioni regionali dove si creava inevitabilmente assembramento. Questo sta causando per quel mondo un danno economico notevolissimo.

Per le imprese è stato fatto tutto quello che si poteva fare?

Si poteva sicuramente aprire prima. Lockdown troppo lungo. Ci sono stati tanti aiuti a pioggia ma a mio avviso poco efficaci. Il nostro settore ha riaperto abbastanza bene anche perché la gente ha rivalutato lo stare in casa ma tanti altri settori soffrono e vanno aiutati.

Chi si sente di dover ringraziare?

Ringrazio anzitutto la mia famiglia, mia moglie, i miei figli. Devo ringraziare tutti i miei collaboratori, fidelizzati, che mi hanno permesso di costruire tutto questo.

Se si dovesse definire con tre aggettivi?

Determinato, una persona seria…affidabile! Credo di averlo dimostrato in questo mio trascorso professionale e sportivo.

Cosa c’è OLTRE?

Oltre c’è il mercato della vendita online. Abbiamo creato un nuovo marchio Kasama.it su cui vendiamo principalmente complementi d’arredo, commercializzando in tutta Italia, isole comprese.

Contiamo di garantire nuove aperture senza andare a stravolgere il nostro piano di lavoro e stressare la nostra macchina organizzativa. In Lombardia, per esempio, sta andando molte bene, quindi perché non aprire altrove, perché non andare OLTRE.

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