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IMPRESA
MICHELE GIGLI: APPLE? UN AMORE A PRIMA VISTA
30 Aprile 2021
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La storia di C&C parte con un bambino che “gioca” con i pc, passa per un colpo di fulmine con la “mela morsicata” più famosa al mondo e continua con la scommessa di aprire uno store nel pieno centro di Bari.…


Come nasce la C&C?

L’azienda nasce nel 2001 e quest’anno compie il suo 20° compleanno. C&C nasce dalla mia passione per l’informatica. Nonostante questa mia passione irrefrenabile, mai avrei però immaginato di metter su un’azienda come questa, almeno all’inizio. Nel 2001 mi sono inventato consulente informatico sino a quando, quattro anni dopo, è maturata in me l’idea di aprire il primo negozio. Nel 2005, quindi, diamo vita al nostro primo store a Bari, nonché il secondo negozio Apple in Italia. Qui comincia la mia esperienza commerciale. Poi, pian piano, è nato il secondo, poi terzo, poi quarto e così via, fino a giungere agli attuali 40.

Come nasce la sua passione per l’informatica?

La mia passione per l’informatica nasce da una passeggiata in tenera età verso un’edicola di Bari. Tra i vari giornali i miei occhi si fermano su una rivista in particolare: “Il mio Computer”, era il primo fascicolo dell’intera enciclopedia. Colpito dalla parola “computer”, chiedo al mio papà di acquistarla. Iniziando a leggere questo fascicolo vengo stregato da tutto ciò che riguardava il pc. Nel frattempo venni a scoprire che nel mio palazzo abitava un ingegnere elettronico, un insegnante, che aveva a casa diversi computer. Io abitavo al quarto piano, lui al primo. Aveva dei figli miei coetanei che diventarono i miei migliori amici pomeridiani. Ogni giorno scendevo dal quarto al primo piano per dare sfogo alla mia passione. La mia famiglia era molto umile, con mio padre impiegato e mia madre casalinga, difficilmente ci saremmo potuti permettere questa tecnologia. È quella fortunata possibilità che forse oggi mi ha portato qui!

E la passione per Apple, invece?

Proprio durante questo periodo, fui folgorato dal primo prodotto Apple in commercio, per me davvero difficile da acquistare. Ma, nemmeno a farlo apposta, nella strada in cui abitavo c’era proprio un rivenditore di prodotti Apple. Un bel giorno mi presentai in negozio per chiedere se fossero alla ricerca di consulenti. Così è iniziato il mio percorso con Apple! Studiavo la mattina mentre nel pomeriggio mi dedicavo alla consulenza.

Poi cosa è accaduto?

Nel lontano 1996 Apple sembrava destinata al fallimento. L’amministratore dell’epoca ci convocò per dirci che non ci sarebbe stato futuro per tutti quanti noi. Io, testardo e caparbio, ho invece sempre pensato che non sarebbe andata così. E infatti nel ’99 Apple richiamò all’interno dell’azienda Steve Jobs, che cambiò le sorti della stessa. Sono stato per due anni alla finestra per poi aprire nel 2001 la C&C. Inizialmente ci occupavamo solo di consulenza, ma le richieste di prodotti Apple aumentavano, tanto che ci dovemmo specializzare anche nell’attività commerciale. Nel 2005 apriamo a Bari per poi approdare anche a Foggia, Lecce, Taranto e Molfetta. Le tappe successive alla Puglia furono in Campania, con Salerno, e poi ancora Pescara. Successivamente l’attività cominciava a diventare sempre più frenetica e ci ha portato a passare da 8 a 40 punti vendita che coprono ben 13 regioni d’Italia. Spaziamo da Lecce a Brunico in Alto Adige, da Trieste a Biella.

Perché C&C?

Ci sono varie interpretazioni, anche molto simpatiche. Era nato come acronimo di “Computer & Cultura” ma c’è chi qui da noi l’ha trasformato anche in “Cavatelli & Cozze” e altro ancora! (sorride ndr)

Come sono stati i primi passi?

I primi passi sono stati difficili! Vivendo solo di consulenza non c’erano grandi numeri. Per questo decidemmo di occuparci anche di altro. Quando è nata l’azienda, la nostra prima campagna di comunicazione spingeva tanti altri servizi: video, web, reti, etc. Poi c’è stato un momento in cui ci siamo fermati ed abbiamo pensato di specializzarci. Ricordo che io e la mia prima commerciale, Claudia Di Ceglie, ci ritrovammo un giorno soli, ad una cena di Natale, a pensare a come poter migliorare la struttura.

La svolta?

La svolta c’è stata quando Apple ha deciso di aprire dei propri store in tutto il mondo. Subito ho immaginato di poter aprire il mio primo negozio Apple. Prima esistevano solo negozi multimarca che vendevano, tra i tanti prodotti, anche Apple. In quella fase, ho avuto la strana idea di aprire in pieno centro il primo negozio d’informatica e telefonia. Generalmente i punti vendita di questo genere si trovavano in periferia, in corso Vittorio Emanuele era più facile trovarci negozi d’abbigliamento o ristoranti.

Una scommessa vinta quella di aver creduto in Apple?

Quando ho iniziato eravamo pochissimi, quasi una setta. Oggi analizziamo ogni giorno i nostri numeri e abbiamo, per esempio, circa il 40% di utenza femminile. Mai un tempo si sarebbe immaginato che il mondo rosa frequentasse negozi d’informatica. Abbracciamo, inoltre, più fasce d’età, che vanno dai più piccoli ai più anziani.

Apple non è solo telefonia.

Forse oggi Apple è riconosciuta, per la maggiore, per gli iPhone. Ma ci sono anche iPad, computer e il brand di Cupertino continua a immettere novità sul mercato. L’ultima è l’AirTag, un cerca chiavi. Oltre ai prodotti, per quanto ci riguarda, offriamo anche servizi: dall’assistenza telefonica fino al personal shopper telefonico ma anche l’assistenza software e hardware a domicilio e la consulenza presso i nostri negozi e i nostri rivenditori, tutti certificati Apple. Noi, quando interagiamo con il pubblico, immaginiamo sempre un momento di consulenza e non di vendita.

Cosa significa?

Cerchiamo di far percepire la qualità del prodotto Apple. Non partiamo dalla necessità di vendere a tutti costi e tutto questo lo si evince dall’attività di educazione che facciamo nelle scuole. Non ci interessa vendere l’iPad in sé ma la tipologia di didattica che il nostro prodotto ti consente di fare, ad esempio. Oltre all’educazione, facciamo tanta formazione sui nostri prodotti. Ultimamente, inoltre, sul nostro sito abbiamo pubblicato alcune pillole per il buon utilizzo di alcune app o dispositivi.

Come andava Michele a scuola?

Ero molto portato per le materie scientifiche, non per quelle umanistiche. Cominciavo a studiare nel primo pomeriggio per poi finire a notte fonda. Per dieci anni ho studiato chitarra e avevo un leggio. Sotto i libri di scuola, in realtà, c’erano tutti i miei testi che si occupavano di informatica.

I suoi genitori l’hanno mai scoperto?

Non se ne sono mai accorti! (sorride ndr) Del resto lo si vede dagli occhi, quando parlo di ciò, che questa è la mia passione: passerei le intere 24 ore della giornata a parlare di Apple e informatica. Ma non dirlo a mia moglie. (sorride ndr)

Aneddoti?

Mi sono ritrovato ad avere tra i miei collaboratori miei ex colleghi consulenti. Mi sono, inoltre, ritrovato ad aprire un punto vendita a Foggia che in passato era di un mio ex datore di lavoro.

Altro?

Non avevo nessuna esperienza di vendita al dettaglio. Non sapevo neanche come approcciare con il cliente. Mi venne così l’idea di contattare un venditore di Apple online che però arrivò a Bari solo il giorno prima dell’inaugurazione del mio negozio. Lui era abituato ai grandi numeri della vendita online e fu così che, finita la prima giornata di lavoro, gli chiesi un primo bilancio della stessa. Lui mi disse: “Potremmo chiudere anche qui la nostra attività”. Mi crollò il mondo addosso! Il negozio di Bari l’ho aperto con tutti i sacrifici di una vita, sentirsi dire quelle parole fu imbarazzante.

Il primo incasso?

200 euro! I giorni successivi pure. Piano, piano, questa barchetta cominciò a muoversi. Arrivato agosto chiudemmo per un mese intero. Adesso non chiudiamo mai.

C’è qualcuno che l’ha demotivato nei primi tempi?

L’unica persona che non ha creduto in tutto questo è stato il mio primo datore di lavoro, Franco Rizzo. Oggi chiede di poter entrare con delle quote in C&C. (sorride ndr)

Se dovesse descriversi con tre aggettivi?

Dovrei chiedere l’aiuto a casa!

Sono sicuramente ottimista. L’ottimismo mi ha accompagnato per tutta la vita. Dicono, poi, che sia generoso, e ammetto di essere testardo. Sono un ariete e devo portare sempre avanti le mie idee. È stata proprio la mia testardaggine a permettermi di realizzare un mio sogno.

Chi si sente di ringraziare?

Ringrazio il mio socio, mio fratello. Io, inizialmente, ero molto timoroso rispetto alla prima apertura dei nostri negozi. Lui mi ha dato una grande spinta ed ha avuto ragione! Luca si occupa oggi del personale e delle nuove aperture sul territorio nazionale.

Passioni?

Lavoro! Passo le mie ferie nei negozi. Avendo, però, store in Sardegna o a Cortina, potrei unire l’utile al dilettevole, ma in realtà, sono uno stakanovista del lavoro. Inizio alle quattro o cinque del mattino per poi finire a mezzanotte/l’una. Mi risulta difficile staccare, sento ancora forte il desiderio di vivere quest’azienda come se fosse il primo giorno. È come se dovessi far crescere il tuo figlioletto per farlo arrivare alla maggiore età.

Il rapporto con i suoi dipendenti?

I dipendenti per me non sono dipendenti, mi dà letteralmente fastidio chiamarli così! Sono collaboratori, perché collaboriamo insieme a raggiungere un piccolo successo. Si tratta di 320 collaboratori che gestiscono i nostri 40 punti vendita. Loro sono la mia famiglia! Nel primo lockdown, durante la chiusura, abbiamo anticipato a tutti loro la cassa integrazione e integrato la restante quota per far sì che non perdessero nulla del loro stipendio. Inoltre, in virtù dei numeri e del loro grande apporto all’azienda, abbiamo deciso, a fine 2020, di erogare loro una quindicesima mensilità.

Si sarebbe mai immaginato di arrivare a questo punto?

Se tornassimo indietro, non mi sarei mai immaginato tutto questo. Sono uno che si è fatto da solo: avrei veramente pagato nella vita per fare questo!

Cosa si sarebbe immaginato di essere, in alternativa?

Il mio sogno da bambino era fare l’ingegnere e il dipendente di qualcuno. Oggi, invece, non dipendo da nessuno, faccio l’imprenditore e collaboro con quella che è la mia famiglia allargata.

Cosa c’è OLTRE?

OLTRE c’è portare avanti questo progetto che mi ha accompagnato per 20 anni. Spero che possa accompagnarmi per tanto altro tempo ancora e mi auguro di continuare a far crescere la mia grande famiglia.

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