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IMPRESA
UN’OASI IN CUI SENTIRSI A CASA
21 Aprile 2021
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L’imprenditrice di Margherita di Savoia racconta la sua storia di famiglia. Partita con un piccolo chiosco è diventata promotrice dell’innovazione nella ristorazione e nei ricevimenti sul mare, tutto “made in Puglia”.


Come nasce l’Oasi Beach?

L’Oasi Beach nasce nel 1986 quasi per gioco, da una scommessa di mia madre e mio padre. Noi eravamo bimbi (lei e i suoi fratelli ndr) e ricordo che inizialmente la diedero in gestione a dei ragazzi di Margherita di Savoia. Questi ragazzi, in quegli anni, gestivano anche una discoteca molto in voga: il Capanno, una piattaforma sul mare. Tutto questo sino al ’92, quando la nostra famiglia decise di gestire in prima persona la struttura: eravamo io e i miei fratelli, Michele e Piero e, naturalmente mia madre e mio padre. Nel 93’ vendemmo la nostra attività di famiglia per dedicarci interamente allo stabilimento. Mia madre cucinava e io servivo. Nel frattempo, Michele e Piero giocavano in spiaggia a beach volley (ride ndr). L’Oasi Beach di oggi nasce così.

Cosa ricordi dei primi tempi?

Eravamo una semplice spiaggia con in dote un chiosco, in pratica vendevamo gelati e panini. Con mia madre avemmo l’intuizione del panino gourmet, all’epoca una novità. Lei preparava tutto a casa, non avevamo neanche l’affettatrice. Ricordo che la domenica preparavamo circa 200/300 panini. Abbiamo cominciato con una cucina molto casereccia, un tavolo di marmo e due lavandini casalinghi. Preparavamo pranzi molto veloci, proponendo i piatti della tradizione come le lasagne o riso, patate e cozze.

Poi cosa succede?

Nel 2004 mamma, già ammalata di tumore, espresse a mio padre il desiderio di un ristorante sul mare. Fu così che mio padre decise di esaudire questo suo sogno. Di lì mio fratello Piero cominciò a crearle un ristorantino per lavorare tutto l’anno. Era tutto marrone, con degli oblò rigorosamente in legno, con pochi posti e un televisore in sala.

Ci parli di tua madre, Concetta?

L’Oasi nasce per la sua passione. Mia madre si chiamava Concetta, era amante della cucina, oltre che bravissima a cucinare. Sicuramente tanti amici che leggeranno l’intervista ricorderanno i pranzi e le cene a casa mia. Mamma però si occupava di tutt’altro: insegnava e dava una mano in tabaccheria. In generale, le piaceva molto stare a contatto con la gente. Proprio per passione di mamma è iniziata la nostra scommessa nella ristorazione.

 Come nasce invece la passione di Daniela Russo?

Sono sempre stata appassionata del bello, della creatività, degli allestimenti e della decorazione. Mi è sempre piaciuto, inoltre, organizzare feste e curarne ogni minimo dettaglio. Da ragazzina ho dipinto per tanti anni. Volevo studiare all’Istituto d’Arte, ma alla fine mio padre mi indirizzò verso il Liceo Scientifico. Ho studiato poi Economia, ma non era quello che volevo dalla vita. Qui all’Oasi ho trovato la mia dimensione artistica. Con ricerca, passione e confronto con le persone giuste, siamo riusciti, dopo lunghi anni, a mettere su questa bella realtà.

Quando c’è stata la svolta?

La svolta è iniziata in maniera naturale, anche per via delle richieste dei nostri clienti. Ricordo che ci dicevamo sempre: “Non possiamo organizzare una festa perché la sala è piccola”. Fu così che nel 2011, in uno dei periodi di maggiore crisi economica per il nostro Paese, decidemmo di operare questo nuovo investimento. Anche questa è stata una grande scommessa. Non è stato semplice, ma ce l’abbiamo fatta. Io credo che nella vita, quando scegli e ami il tuo lavoro, ti viene tutto più facile, non ti pesa. Io ho scelto di fare questo mestiere, non mi sono ritrovata questa struttura. L’abbiamo creata insieme, io e la mia famiglia, grazie anche al sostegno e affetto dei clienti.

Il rapporto con i suoi clienti?

I miei clienti sono tutti amici, gente che mi piace, e questo è un gran lusso per me. Quando sono libera difficilmente esco di casa, proprio perché sono appagata dai rapporti umani che ho con i miei clienti, che vanno spesso oltre il lavoro. A loro sono legata da un sentimento meraviglioso, di grande stima. Io ho il dovere di rendere ogni loro evento, che duri un giorno o poche ore, speciale, irripetibile.

È vero che spesso vengono a trovarvi per un semplice caffè o un drink insieme?

Vero! I nostri clienti ci riservano continue sorprese. Spesso vengono a trovarci dopo pranzo per un caffè o dopo cena per bere qualcosa insieme e chiacchierare. Questo è sintomo di grande affetto nei nostri confronti e mi riempie di grande gioia: è la mia vittoria!

Daniela Russo è anche mamma e moglie. Come divide la sua giornata?

A mio avviso ogni donna che lavora deve necessariamente pianificare al meglio le proprie giornate. Il mio commercialista mi chiede sempre: “Sei sempre qui, ma come fai?”. Non so come faccio, ma ci riesco!

Ci parli di tuo marito?

Mio marito, Biagio, è una grande spalla per me, sulla quale posso poggiarmi sempre. Nonostante in pubblico possa sembrare molto sicura di me, ho le mie debolezze. A casa mi piace essere coccolata, sentirmi come un fiore che viene preservato, curato, innaffiato con amore, tutti i giorni.

E i figli?

Antonio e Diletta sono la mia forza, la loro presenza mi ha donato e mi dona una grande energia positiva. Probabilmente ciò che ho fatto l’ho fatto grazie a loro. Due bambini già “adulti”, molto responsabili e che comprendono il mio lavoro. Sono loro, ripeto, la mia forza!

È legata alla sua Margherita di Savoia?

Io amo il mio territorio, amo la Puglia e amo Margherita di Savoia. Tutto questo perché credo nelle potenzialità di questo paese e credo in tutti quei giovani che, come in passato abbiamo fatto noi, continuano a credere in questo territorio. Credo inoltre di aver dato, nel mio piccolo, un contributo in termini di positività, innovazione e cura del dettaglio e del “bello” alla mia città e alla mia terra.

Quanto è stato importante il “passaparola” per il successo dell’Oasi Beach?

Il passaparola per noi è stato importantissimo. Non abbiamo mai investito tanto sulla pubblicità. Io devo tanto alla gente e ai loro feedback positivi. Dopo una festa, un pranzo o una cena, c’è sempre stato qualcuno che ha raccontato a qualcun altro dell’esperienza da noi e ciò ha fatto sì che questo posto crescesse sempre più.

A proposito di novità: come nasce l’idea del matrimonio civile in spiaggia?

Credo di aver introdotto io il matrimonio civile in spiaggia nel nostro territorio. Era l’estate del 2015, ero incinta di Antonio e mi recavo, col pancione, tutti i giorni al Comune di Margherita di Savoia per cercare di realizzare questo mio sogno. Approvata la delibera è stata una grande soddisfazione. Noi, in buona sostanza, diamo la possibilità al Comune di Margherita di Savoia di celebrare il matrimonio civile, gratuitamente, sulla nostra battigia. Questa, naturalmente, è una nuova e importante prospettiva di lavoro, non soltanto per me, ma anche per tutti i nostri colleghi.

Gli sposi, naturalmente, non arrivano solo da Margherita di Savoia.

Decidono di sposarsi all’Oasi Beach tante coppie di Barletta, Andria, Trani, Cerignola. Abbiamo avuto anche diverse coppie che ci hanno raggiunto dall’estero. I futuri sposi fanno richiesta al Comune per poter celebrare il rito civile in spiaggia da noi.

Quando vi siete aperti al mondo del wedding?

Nel 2011, una coppia inglese che passava da Margherita di Savoia in moto si innamorò di questo posto. Dopo un pranzo, ci chiesero di celebrare qui, in spiaggia, il loro matrimonio. L’anno dopo, si sono sposati. Anche questa prospettiva, quindi, è nata un po’ per gioco.

E adesso?

Quello del matrimonio è un sogno che si è realizzato per noi. Io, credimi, continuo ad emozionarmi ogni volta che realizziamo un evento di questo tipo. Quando vedo gli occhi lucidi degli sposi e dei presenti al taglio torta, puntualmente, mi commuovo anch’io. Tutto questo è per dirvi che l’allestimento per noi è creare continue emozioni agli sposi e ai loro invitati. La nostra mission, insomma, è proprio questa: emozionare!

Qualcuno che non ha creduto in voi, invece?

Io non mi faccio mai condizionare dagli altri o dal loro pensiero. Quando ho un obiettivo viaggio spedita come un treno. Se mi prefisso di raggiungere un traguardo, devo raggiungerlo: non mi importa in quanti anni! Io credo sia importante avere un obiettivo nella vita, soprattutto se ha a che fare con ciò che ami.

Immagino però che qualche difficoltà l’avrete attraversata.

Le difficoltà nel nostro lavoro ci sono sempre. Noi, ad esempio, realizziamo la maggior parte dei nostri matrimoni o eventi all’aperto e, in caso di pioggia o maltempo, abbiamo sempre un piano B. Nella vita, infatti, bisogna avere sempre una seconda strada pronta. La cosa bella di chi ama il proprio lavoro e proprio questa: riesci a trovare la soluzione ad ogni problema perché la soluzione ti viene spontanea, in maniera naturale. A volte, dopo una lunga giornata di lavoro, mi metto a letto e mi chiedo: “Ma come ho fatto?”.

Chi ti senti di ringraziare?

Io mi sento di ringraziare, in primis, mia madre Concetta, che mi ha trasmesso la passione per questo lavoro. L’amore che aveva lei per chi entrava in questo posto era qualcosa di speciale. Io cerco di emularla, qualcuno mi dice che ci riesco, ma io non lo penso neanche lontanamente. La ringrazio e credimi, quando organizzo o allestisco una festa, la penso sempre.

Ci parli del resto della tua famiglia?

Mio padre Riccardo e i miei fratelli Piero e Michele. Io non una mamma, non ho una sorella, non ho una cugina: io ho loro! Mi stanno vicini e ci aiutiamo a vicenda. Quando sono lì che “traballo”, arrivano loro e mi risolvono il problema.

Loro di cosa si occupano?

Mio padre Riccardo si occupa della spesa: lui è l’addetto alla pescheria e all’acquisto di frutta e verdura. Mio fratello Michele si occupa dello stabilimento balneare e mi auguro che presto possa occuparsi dell’intera struttura con me. Mio fratello Piero, invece, si interessa di amministrazione, banche, commercialisti, ma in realtà è sempre presente: mi dà una grandissima mano!

Cosa significa per te essere imprenditrice e donna?

Tu scegli di fare quello che fai e se vuoi farlo ci riesci. Sono tante le donne che ci riescono! Noi non ci piangiamo mai addosso. Noi non facciamo mai pesare il fatto di non essere in casa o di non essere presenti perché noi ci siamo sempre e diamo il 100%.

Descriviti con tre aggettivi.

Daniela Russo è divertente, sensibile e determinata. Sono divertente perché questo lavoro va preso col sorriso, con leggerezza. Sensibile perché devi sempre immedesimarti in chi ti sta di fronte e capire cosa prova in quel momento o cosa vuole da te. Determinata perché quando ho un obiettivo, lo devo raggiungere.

Non ci siamo detti come andavi a scuola.

(Sorride ndr) A scuola ero una tempesta, sono stata anche sospesa! Mio padre era seriamente preoccupato per me. Devi sapere che fino a 25 anni andavo sempre in moto, ero un maschiaccio.

Poi?

Papà era disperato perché da piccola giocavo a pallone. Poi mi iscrisse ad un corso di danza classica, in una scuola di ballo di Barletta. Ricordo ancora il giorno del mio saggio: mio padre era felice di vedermi vestita col tutù, finalmente al femminile. Poco dopo cambiò espressione perché si accorse che salii sul palco masticando una chewing gum. Sono stata sempre una bambina un po' ribelle! Ho passato così i miei anni più belli.

È brava Daniela Russo in cucina?

Dovreste chiedere a mio marito Biagio, a mio padre o ai miei fratelli: sono brava, sono molto brava! Per me cucinare per la propria famiglia, per i propri amici o per le persone alle quali vuoi bene è una coccola, significa trasmettere affetto.

Il piatto che le riesce meglio?

I miei fratelli dicono la lasagna. Io sono brava nei piatti della tradizione. Quelli più sofisticati e innovativi me li prepara il nostro chef, Giuseppe Dileo.

Cosa ci dice sui suoi dipendenti?

Loro sono la mia famiglia, con loro vivo tantissime ore della mia giornata. Pensate che quando sono nervosa, sono proprio i miei dipendenti a trasmettermi coraggio e serenità. Io devo ringraziare chi c’è ancora, chi è andato via e anche chi non si è comportato bene con me. Forse sono stati proprio questi ultimi ad avermi fatto crescere prima del tempo. Se non sbagli, se non conosci a fondo una persona, non puoi capire chi può fare, veramente, al caso tuo. Per il resto, sul posto di lavoro voglio massima concentrazione. Sono però la prima, finita la giornata o nel tempo libero, a proporre loro di stare insieme, mangiare o bere qualcosa in tranquillità. Noi, in realtà, ci diamo energia positiva a vicenda!

Cosa c’è OLTRE?

OLTRE c’è l’Oasi Beach che ogni anno, con coraggio, investe per farvi sentire sempre a casa. Per noi ogni persona che non vi è ancora entrata, è un amico che ancora non conosciamo.

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