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FOOD
UNA “DOLCE” STORIA
16 Aprile 2021
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Il nostro viaggio nella Confetteria e nel Museo del Confetto “Giovanni Mucci”


Chi ci racconta questa storia di famiglia è Mario Mucci, papà di Loredana, Manuela e Cristian che rappresentano la quarta generazione di un’impresa storica così come è riconosciuta dalle Camere di Commercio d’Italia. Mario, nel suo racconto, è un fiume in piena ma ciò che traspare immediatamente è il suo forte attaccamento ai suoi cari. Il primo grazie lo esprime per sua moglie Enza, capace di trasferire ai tre figli tutti i valori che rendono fiero un padre che come punto irremovibile ha quello di rinnovare e tramandare l’impegno nel garantire una produzione di qualità, affermata da centoventisette anni. Nel centro storico di Andria, a pochi passi dalla Cattedrale, nel 1894, Nicola Mucci avviò il primo laboratorio di confetteria, proseguendo l’attività di papà Raffaele che con il suo caffè-pasticceria aveva creato i presupposti per portare la sua famiglia a emblema di tradizione e qualità. Ancora oggi, in quel magico luogo, è ubicato il Museo del Confetto “Giovanni Mucci”. Nicola apprese e perfezionò l’arte dolciaria presso l’antica pasticceria “Luigi Caflisch” di Napoli e da qui al rientro nella sua Andria l’ascesa è stata continua. Grazie all’esperienza acquisita, cominciò a produrre cioccolato, caramelle e i mitici confetti, adoperando per questi ultimi le eccellenti mandorle locali, per sancire, se ce ne fosse stato il bisogno, quanta attenzione avesse posto per la tradizione e il rispetto del sapere contadino. Sempre grazie a lui, intorno al 1920, fu creato un nuovo confetto denominato “Mandorla Imperial” e dalla sua evoluzione i famosi “Tenerelli”, confetti dal cuore tenero ancora oggi punto di forza e ricetta segreta della produzione Mucci. Dopo Nicola il timone passò a Giovanni e alla moglie Michelina, con i figli Nicola, Raffaele, Felice, ancora socio in azienda con Mario, fiero testimone e abile narratore di quanto questa famiglia ha creato e tramanda. Non pago dei successi commerciali, Mario ha storicizzato tutta la vita dei sui avi creando il Museo: tutti i macchinari e gli attrezzi adoperati, in più di un secolo, sono stati restaurati e recuperati, enfatizzando il confetto simbolo di fertilità e prosperità. Il numero dei visitatori è divenuto importante e per offrire la massima assistenza si è reso indispensabile applicare un ticket d’ingresso con prenotazione obbligatoria. La visita ha una durata di 45 minuti circa, guidata anche in francese e inglese e termina con la degustazione di alcune specialità. Chiaramente, il Museo, annesso alla confetteria, è visitabile durante gli orari di apertura di quest’ultima, dove oltre alla cordiale accoglienza, sarete inebriati dai profumi sprigionati da questi capolavori di arte dolciaria prodotti nell’assoluto rispetto della tradizione e della qualità.

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